Domenica 6 novembre

 

 

 

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 20, 27.34-38)

In quel tempo, disse Gesù ad alcuni sadducèi, i quali dicono che non c’è risurrezione:
«I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio.
Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».

Parola del Signore

 

 

 

Cari amici,

il brano del vangelo secondo Luca che abbiamo ascoltato oggi si svolge nel tempio a Gerusalemme, luogo di insegnamento sulla vita, sulla volontà di Dio e sulla necessità di vivere secondo l’amore e l’amicizia e non secondo la divisione e l’inimicizia. Era in corso una lunga conversazione tra Gesù e il popolo che ormai cominciava a sentirsi parte della vita di Gesù, come quando si è amici. Proprio quel popolo che lo aveva accolta all’ingresso della città di Gerusalemme cantando e festeggiando. Ma non tutti erano contenti del messaggio di salvezza di Gesù, della sua offerta di essere costruttori di un altro mondo che mette al centro i più deboli. Infatti il vangelo di oggi ci parla di alcuni sadducei, che erano dei sacerdoti che interpretavano alla lettera la Legge e che non credevano nella resurrezione.

Eppure fanno a Gesù una domanda sulla vita dopo la morte che riguarda anche i nostri legami familiari e affettivi dopo la morte. Non a caso leggiamo questa domanda dei sadducei proprio nei giorni che seguono il ricordo dei nostri defunti. Alcuni di noi si sono recati nei cimiteri per visitare la tomba dei propri cari. Con la Chiesa li ricordiamo specialmente nella preghiera per chiedere a Dio di salvarli tutti. E’ il nostro gesto di affetto che possiamo continuare a manifestare nei
confronti di chi abbiamo amato e che ci ha lasciato. Forse proviamo ancora dolore e tristezza ma li ricordiamo tutti avendo in memoria la resurrezione di Gesù Cristo.

Per amore di Dio per noi tutti, Gesù è risorto dai morti. Un evento che ci fa comprendere che la morte non ha potere sull’amicizia e l’amore che ci legano insieme. Gesù ripete che Dio è dei vivi, perché tutti vivono per lui. Perciò ogni singolo legame e rapporto è bello e forte perché imita l’amore di Dio. Se si guarda solo alla felicità di due o tre, l’amicizia muore. Come angeli, amiamo la vita di tutti e vogliamo essere amici di tutti e proteggere la vita di tutti, particolarmente dei più bisognosi. L’amicizia, vissuta così, è più forte della morte, perché non ha fine con la nostra morte sulla terra. Anzi viene arricchita nel cielo. Per questo possiamo ancora pregare per i nostri cari. Non sono dimenticati da Dio.

Interessiamoci anche noi della vita di tutti nella nostra preghiera, attraverso un’amicizia senza limiti e condividendo la nostra gioia.

 

 

 

PER I PIU’ PICCOLI: puoi scaricare il disegno dei sadducei nel tempio

 

 

Uniamoci alla preghiera dei più piccoli che chiedono a Gesù la guarigione per chi è malato, la compagnia per chi è solo, la speranza e la salvezza per tutti.

 

In questo colorato video le voci dei bambini e dei ragazzi di Santa Maria in Trastevere e i loro disegni esprimono la loro vicinanza e il loro affetto per i più fragili e per tutti noi.

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