Per orientare la nostra preghiera

 

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 22, 1-14)

In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:
«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.
Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.
Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

Parola del Signore

 

Preghiamo

 

Ti preghiamo Signore per tutti i paesi feriti dalla guerra, in particolare per il Sud Sudan. Disarma i cuori e le mani dei violenti e sostieni ogni tentativo di dialogo perché ovunque nel mondo regni la pace e la concordia.

Ti ringraziamo Signore per la liberazione di padre Pier Luigi Maccalli e Nicola Chiacchio e degli altri ostaggi . Ti preghiamo per chi è ancora sequestrato perché possa ritornare presto ai propri affetti.

Ti preghiamo per tutti i malati, per quelli che conosciamo e per quelli lontani, perché finisca presto la pandemia, perché a nessuno manchino le cure e l’aiuto necessario.

 

Per nutrire il nostro cuore

 

L’amore dev’essere esteso in modo che trascini tutti a Dio.

Estendete l’amore oltre i vostri coniugi e i vostri figli. Quest’amore è insito anche negli animali quadrupedi e nei passeri. Sapete come i passeri e le rondini amano il proprio coniuge, covano insieme le uova, insieme nutrono i piccoli, con una compiacenza e bontà naturale, senza pensare a nessuna ricompensa. Il passero in effetti non dice: “Nutrirò i miei figli perché quando sarò vecchio mi sostentino”. Non pensa nulla di simile; ama gratuitamente, gratuitamente dà da mangiare; offre l’affetto di padre, ma non cerca la retribuzione. Anche voi, lo so bene, amate allo stesso modo i vostri figli (…). Ma estendete l’amore, cresca quest’amore; poiché amare i figli e i coniugi non è ancora l’abito di nozze. Abbiate fede in Dio. Innanzitutto amate Dio. Sforzatevi di elevarvi fino a Dio e conducete a Dio tutti quelli che potete. È un nemico: sia trascinato verso Dio. È un figlio, è la moglie, è un servo: venga attratto verso Dio. È un pellegrino: venga trascinato verso Dio. È un nemico: venga trascinato verso Dio. Trascina il nemico; trascinandolo non sarà più nemico. Si progredisca in questo modo; la carità sia alimentata così che alimentata sia portata alla perfezione; in tal modo s’indossi l’abito di nozze; in tal modo facendo progressi si rinnovi l’immagine di Dio, secondo la quale siamo stati creati. Infatti peccando questa immagine si era guastata, cancellata. A causa di che cosa si era cancellata, guastata? Strofinandola per terra. Che significa “strofinandola per terra”? Si consuma a causa delle passioni terrene. Poiché è vero che, sebbene l’uomo cammini nell’immagine, tuttavia invano si turba. La verità, non la vanità si cerca nell’immagine di Dio.

(Sant’Agostino, Discorso 90)

 

Fratelli tutti

Le questioni legate alla fraternità e all’amicizia sociale sono sempre state tra le mie preoccupazioni. Negli ultimi anni ho fatto riferimento ad esse più volte e in diversi luoghi. Ho voluto raccogliere in questa Enciclica molti di tali interventi collocandoli in un contesto più ampio di riflessione. Inoltre, se nella redazione della Laudato si’ ho avuto una fonte di ispirazione nel mio fratello Bartolomeo, il Patriarca ortodosso che ha proposto con molta forza la cura del creato, in questo caso mi sono sentito stimolato in modo speciale dal Grande Imam Ahmad Al-Tayyeb, con il quale mi sono incontrato ad Abu Dhabi per ricordare che Dio «ha creato tutti gli esseri umani uguali nei diritti, nei doveri e nella dignità, e li ha chiamati a convivere come fratelli tra di loro».[5] Non si è trattato di un mero atto diplomatico, bensì di una riflessione compiuta nel dialogo e di un impegno congiunto. Questa Enciclica raccoglie e sviluppa grandi temi esposti in quel Documento che abbiamo firmato insieme. E qui ho anche recepito, con il mio linguaggio, numerosi documenti e lettere che ho ricevuto da tante persone e gruppi di tutto il mondo.

Le pagine che seguono non pretendono di riassumere la dottrina sull’amore fraterno, ma si soffermano sulla sua dimensione universale, sulla sua apertura a tutti. Consegno questa Enciclica sociale come un umile apporto alla riflessione affinché, di fronte a diversi modi attuali di eliminare o ignorare gli altri, siamo in grado di reagire con un nuovo sogno di fraternità e di amicizia sociale che non si limiti alle parole. Pur avendola scritta a partire dalle mie convinzioni cristiane, che mi animano e mi nutrono, ho cercato di farlo in modo che la riflessione si apra al dialogo con tutte le persone di buona volontà.

Proprio mentre stavo scrivendo questa lettera, ha fatto irruzione in maniera inattesa la pandemia del Covid-19, che ha messo in luce le nostre false sicurezze. Al di là delle varie risposte che hanno dato i diversi Paesi, è apparsa evidente l’incapacità di agire insieme. Malgrado si sia iper-connessi, si è verificata una frammentazione che ha reso più difficile risolvere i problemi che ci toccano tutti. Se qualcuno pensa che si trattasse solo di far funzionare meglio quello che già facevamo, o che l’unico messaggio sia che dobbiamo migliorare i sistemi e le regole già esistenti, sta negando la realtà.

Desidero tanto che, in questo tempo che ci è dato di vivere, riconoscendo la dignità di ogni persona umana, possiamo far rinascere tra tutti un’aspirazione mondiale alla fraternità. Tra tutti: «Ecco un bellissimo segreto per sognare e rendere la nostra vita una bella avventura. Nessuno può affrontare la vita in modo isolato […]. C’è bisogno di una comunità che ci sostenga, che ci aiuti e nella quale ci aiutiamo a vicenda a guardare avanti. Com’è importante sognare insieme! […] Da soli si rischia di avere dei miraggi, per cui vedi quello che non c’è; i sogni si costruiscono insieme». Sogniamo come un’unica umanità, come viandanti fatti della stessa carne umana, come figli di questa stessa terra che ospita tutti noi, ciascuno con la ricchezza della sua fede o delle sue convinzioni, ciascuno con la propria voce, tutti fratelli!

(Papa Francesco, Fratelli tutti, 5, 6, 7, 8)