Per orientare la nostra preghiera

 

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 10, 37-42)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.
Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto.
Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa»

Parola del Signore

 

Preghiamo

Ti preghiamo Signore per la Chiesa e per Papa Francesco, perché continui a indicarci l’attenzione verso i più poveri come via di santità e di salvezza.

Ti preghiamo per tutti gli anziani, in particolare per quelli più soli. Fa che trovino compagnia nella solitudine, sostegno nella fragilità, conforto nelle difficoltà e cura nella malattia. Proteggi la loro vita.

 

 

Per nutrire il nostro cuore

 

La pandemia, che in Italia sta lentamente regredendo, continua a diffondersi con particolare virulenza in molti paesi del mondo. Nei paesi più poveri le conseguenze del Covid-19 si sommano alle difficoltà che le popolazioni già devono affrontare. 

Molti paesi dell’America Latina e dei Caraibi stanno ora affrontando la fase acuta del virus. Ad Haiti, un paese che conta 10 milioni di abitanti, la diffusione del coronavirus iniziata il 19 marzo si è intensificata a metà maggio. Il governo stima ad oggi 4.785 contagi e 88 morti (dati aggiornati il 22 giugno), ma le sole cifre non riescono a descrivere il dramma della pandemia nella penisola, dove mancano i mezzi per curarsi e prevenire il contagio. La lotta al virus è resa più difficile da un sistema sanitario carente: in tutto il territorio  sono stati messi a disposizione per la cura solo 5 centri, mancano i medicinali e i posti letto non sono sufficienti.

Accanto alle difficoltà reali e alla scarsa fiducia nella possibilità di essere curati, il ricorso al numero di emergenza e ai centri di cura è limitato anche dalla paura di venire discriminati. C’è infatti  un grave fenomeno di stigmatizzazione dei malati. Chi è sospettato di aver contratto il Covid-19 rischia di essere vittima di linciaggi e atti di vandalismo, così come vengono distrutti i dispositivi legati alla cura del virus. Per paura, i malati rimangono e muoiono a casa, senza assistenza medica. Al decesso, le famiglie sono costrette ad inventarsi altri motivi per giustificare la morte del proprio caro.

I numeri del contagio aumentano, nonostante le chiusure di frontiere, scuole, chiese, luoghi di ritrovo. Inoltre gli Stati Uniti – paese con un alto numero di contagi – esegue ripetuti rimpatri di haitiani in questo periodo. E’ un duro colpo per il sostegno economico delle famiglie di Haiti, dove tre quarti della popolazione vive con meno di 2$ al giorno.

 

 

29 giugno: SS. Pietro e Paolo

Gli Apostoli Pietro e Paolo stanno davanti a noi come testimoni. Non si sono mai stancati di annunciare, di vivere in missione, in cammino, dalla terra di Gesù fino a Roma. Qui lo hanno testimoniato sino alla fine, dando la vita come martiri. Se andiamo alle radici della loro testimonianza, li scopriamo testimoni di vita, testimoni di perdono e testimoni di Gesù.

Testimoni di vita. Eppure le loro vite non sono state pulite e lineari (…) fecero sbagli enormi: Pietro arrivò a rinnegare il Signore, Paolo a perseguitare la Chiesa di Dio. Tutti e due furono messi a nudo dalle domande di Gesù: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?» (Gv 21,15); «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?» (At 9,4). Pietro rimase addolorato dalle domande di Gesù, Paolo accecato dalle sue parole. Gesù li chiamò per nome e cambiò la loro vita. (…) Il Signore non compie prodigi con chi si crede giusto, ma con chi sa di essere bisognoso. Non è attratto dalla nostra bravura, non è per questo che ci ama. (…) Qual è stato il segreto che li ha fatti andare avanti nelle debolezze? Il perdono del Signore.

Riscopriamoli dunque testimoni di perdono. Nelle loro cadute hanno scoperto la potenza della misericordia del Signore, che li ha rigenerati. Nel suo perdono hanno trovato una pace e una gioia insopprimibili. Con quello che avevano combinato avrebbero potuto vivere di sensi di colpa: quante volte Pietro avrà ripensato al suo rinnegamento! Quanti scrupoli per Paolo, che aveva fatto del male a tanti innocenti! Umanamente avevano fallito. Ma hanno incontrato un amore più grande dei loro fallimenti, un perdono così forte da guarire anche i loro sensi di colpa. Solo quando sperimentiamo il perdono di Dio rinasciamo davvero. Da lì si riparte, dal perdono; lì ritroviamo noi stessi: nella confessione dei nostri peccati.

(…) Pietro e Paolo sono soprattutto testimoni di Gesù (…) Testimone non è chi conosce la storia di Gesù, ma chi vive una storia di amore con Gesù. Perché il testimone, in fondo, questo solo annuncia: che Gesù è vivo ed è il segreto della vita. Vediamo infatti Pietro che, dopo aver detto: Tu sei il Cristo, aggiunge: «il Figlio del Dio vivente» (v. 16). La testimonianza nasce dall’incontro con Gesù vivo. Anche al centro della vita di Paolo troviamo la stessa parola che trabocca dal cuore di Pietro: Cristo. Paolo ripete questo nome in continuazione, quasi quattrocento volte nelle sue lettere! Per Lui Cristo non è solo il modello, l’esempio, il punto di riferimento: è la vita. Scrive: «Per me il vivere è Cristo» (Fil 1,21). Gesù è il suo presente e il suo futuro, al punto che giudica il passato spazzatura di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo (cfr Fil 3,7-8).

(Papa Francesco,  Solennità dei SS. Pietro e Paolo, 29 giugno 2020)