Per orientare la nostra preghiera

 

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 19, 28-40)

In quel tempo, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui. E se qualcuno vi domanda: “Perché lo slegate?”, risponderete così: “Il Signore ne ha bisogno”».
Gli inviati andarono e trovarono come aveva loro detto. Mentre slegavano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché slegate il puledro?». Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno».
Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. Mentre egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada. Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo:
«Benedetto colui che viene,
il re, nel nome del Signore.
Pace in cielo
e gloria nel più alto dei cieli!».
Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre».

 

 

Preghiamo

 

Per in nostro vescovo Papa Francesco, che invoca il ripudio della guerra e non si stanca di cercare la pace, perché il Signore lo protegga e lo guidi nel suo ministero e per tutta la Chiesa di Dio perché viva la Settimana Santa in unità e pace. Preghiamo

 

 

Per tutti i cristiani di ogni confessione: perché camminino insieme verso la Pasqua e aiutino i popoli a cercare al più presto la pace e a vedere la luce della Resurrezione. Per quelli che ora sono nella sofferenza e nel pericolo. Perché non li dimentichiamo e siamo loro vicini nella preghiera e nella solidarietà. Preghiamo

 

 

Per i poveri e i più fragili, per i profughi dall’Ucraina e da tante altre zone di guerra che vivono crescenti difficoltà. Perché nessuno sia più lasciato solo sotto il peso della sua croce. Preghiamo

 

 

Per l’Ucraina, la Russia e per tutti i paesi in conflitto o divisi, perché mai, anche nelle ore più buie della violenza e della guerra, venga a mancare la speranza di poter raggiungere la pace. Preghiamo

 

 

 

Per nutrire il nostro cuore

 
 

Benedetto colui che viene nel nome del Signore

 

La festa di oggi, in due aspetti molto differenti, presenta ai figli dell’uomo, colui al quale anela la nostra anima (Is 26,9), il più bello tra i figli dell’uomo (Sal 44,3). Attira il nostro sguardo sotto due aspetti ; sotto l’uno e l’altro lo desideriamo e l’amiamo, perché in entrambi il Salvatore degli uomini…

Se consideriamo allo stesso tempo la processione di oggi e la Passione, vediamo Gesù, da un lato, sublime e glorioso, e dall’altro, umiliato e sofferente. Infatti nella processione riceve gli onori regali, e nella Passione lo vediamo castigato come un malfattore. Nella prima, la gloria e l’onore lo circondano ; nella seconda, non ha apparenza né bellezza (Is 53,2). Nella prima, egli èla gioia degli uomini e la gloria del popolo ; nella seconda, è l’infamia degli uomini, e il rifiuto del popolo (Sal 21,7). Nella prima acclamano : “Osanna al Figlio di Davide. Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele !”; nella seconda urlano che merita la morte e lo deridono perché si è fatto re d’Israele. Nella prima, accorrono da lui coi rami delle palme ; nella seconda, lo schiaffeggiano in viso con le palme delle mani, e gli percuotono il capo con la canna. Nella prima, è colmato di elogi ; nella seconda è nauseato dalle ingiurie. Nella prima, si disputano per stendere sul suo percorso i propri mantelli. nella seconda, lo spogliano dei suoi vestiti. Nella prima, lo ricevono a Gerusalemme come re giusto e Salvatore ; nella seconda, è cacciato fuori da Gerusalemme come un criminale e un impostore. Nella prima, è seduto su un asino, circondato di doni ; nella seconda, è appeso al legno della croce, lacerato dalle fruste, trafitto di piaghe e abbandonato dai suoi…

         Signore Gesù, sia che il tuo volto appaia glorioso o umiliato, sempre vi si vede brillare la sapienza. Sul tuo volto risplende il riflesso della luce perenne (Sap 7,26). Risplenda sempre su di noi, Signore, la luce del tuo volto (Sal 4,7) nella tristezza come nella gioia… Sei la gioia e la salvezza di tutti, che ti vedano seduto su un asino o appeso al legno della croce.

(Beato Guerrico d’Igny)

 

Oggi vedete quanto il Signore ha fatto per noi

 

Venite, voi tutti che amate Dio ; vedete quanto il Signore ha fatto per voi. Venite, voi tutti che siete stati riscattati mediante il sangue purissimo dell’Agnello innocente ; venite e capite quanto egli ha sofferto a causa del nostro peccato. Oggi si apre per noi il Libro di Vita, i sette sigilli vengono sciolti (Ap 6). La verità risplende, in essa vengono manifestate tutte le ricchezze della sapienza e della scienza (Rm 11,333) ; Si apre una sorgente che contiene i misteri di Dio.

Oggi si squarcia l’antico velo (Mt 27,51), tutte le figure fanno largo alla realtà. Il Santo dei santi viene spalancato, grazie a Gesù, sommo sacerdote. Il sacrificio offerto da lui non è altro che il proprio sangue. Oggi, in Cristo, viene rivelato il senso di tutti i simboli, tutti i misteri sono svelati. Oggi viene aperto il tesoro immenso del padre di famiglia, in cui attingeranno a piene mani tutti i poveri, tutti i deboli, tutti gli oppressi. Ognuno può attingere alle piaghe del Salvatore la grazia di cui ha bisogno.

Oggi viene manifestato innanzitutto il mirabile mistero : il Re degli uomini si fa feccia del genere umano ; l’Altissimo si fa l’ultimo di tutti ; il Figlio unico di Dio si offre liberamente sulla croce per tutti noi peccatori. Vuole inchiodare il peccato sulla croce, uccidere la morte e, mediante il suo sangue prezioso, distruggere il documento scritto del nostro debito (Col 2,14), dove erano annotate le nostre colpe…

Non ha forse detto: “Quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me” (Gv 12,32) ? Tutti, cioè tutti gli uomini, qui tutti vengono radunati. Tanti uomini incontrano la croce; in mezzo a tante tribolazioni, Dio li porta alla sua croce, per attirarli a sé. Allora portano volentieri la loro croce ; e diventano i suoi veri amici.

(Giovanni Taulero)

 

Benedetto il regno che viene

 

Benedetto il regno che viene, del padre nostro David! Osanna nel piú alto dei cieli” (Mc 11,10).

Leggiamo nell’Evangelo di Giovanni (cf. Gv 6,15) che le folle, ristorate coi cinque pani e i due pesci, volevano rapire Gesù e proclamarlo re, ma che Gesù, per evitare che questo avvenisse, fuggì sul monte a pregare. Ora invece, mentre viene a Gerusalemme ove subirà la passione, non sfugge a coloro che lo proclamano re; che in schiera osannante e cantando canzoni degne del re e del Figlio di Dio lo conducono alla città regale, non impone il silenzio a quanti insieme cantano la restaurazione in lui del regno del patriarca David, e la riconquista dei doni dell`antica benedizione.

Per qual motivo ciò che prima rifiutò fuggendo, ora l`accoglie volentieri, e il regno che non volle accettare quando ancora doveva riportare la sua vittoria nel mondo, ora che sta per abbandonare il mondo per la passione della croce, ora questo regno non lo rifiuta? Certo per insegnare apertamente che egli è il re di un impero non temporaneo e terreno ma eterno nei cieli, di un regno al quale perverrà con il disprezzo della morte, con la gloria della Risurrezione e il trionfo dell`Ascensione. Ecco perché apparendo ai discepoli dopo la Risurrezione dirà: “Mi è stata data ogni potestà in cielo e in terra” (Mt 28,18), con quel che segue.

Dobbiamo osservare peraltro quanta somiglianza vi sia tra le parole della folla che loda in coro il Signore e quelle di Gabriele che lo annunzia alla Vergine madre dicendo: “Egli sarà grande e sarà chiamato Figlio dell`Altissimo, e il Signore Iddio gli darà il trono di David suo padre, e regnerà in eterno sulla casa di Giacobbe” (Lc 1,32-33). Il Signore accettò il trono e il regno di David per chiamare al regno celeste e immortale e introdurre nella stessa visione di Dio Padre con fatti, parole, doni e promesse degne soltanto del Mediatore tra Dio e gli uomini, quel popolo al quale un tempo David aveva offerto l`organizzazione di un regno temporale insieme con esempi di giustizia, e che egli soleva spingere all`amore e alla fede nel suo Creatore con le melodie di suoi salmi spirituali.

«Aggiungendo osanna, cioè salvezza, nel più alto dei cieli, chiaramente si mostra che l`avvento di Cristo non è soltanto la salvezza degli uomini, ma di tutto il mondo, in quanto unisce le cose terrene a quelle celesti in modo che ogni ginocchio, celeste, terrestre e infernale, si pieghi dinanzi a lui».

(Beda il Venerabile, In Marc., 3, 11, 10)