altare-del-crocifisso-s-maria-in-trastevere
L’altare del Crocifisso nell’Ottocento

La costruzione della cappella ad opera del cardinale titolare Francesco Cornaro è datata 1652, ma l’aspetto attuale è dovuta ai rifacimenti ottocenteschi del cardinale Cassetta.

La cappella, le cui pareti sono decorate con finta tappezzerie, è illuminata dalla luce che filtra attraverso le finestre del tamburo che sovrasta la cupola decorata da putti alati dipinti in chiaroscuro seppia a secco. Con la stessa tecnica sono raffigurati nei pennacchi i simboli dei quattro evangelisti.

Domina la cappella il grande Crocifisso del XV secolo in legno policromo ai cui piedi è posta la scultura policroma in cera dell’Addolorata, opera barocca attribuita agli allievi di Gianlorenzo Bernini.

Entrambe le opere risultano da sempre presenti nella Basilica ma hanno peregrinato in vari luoghi prima di raggiungere la posizione attuale. Il Crocefisso è citato infatti alla fine del Cinquecento sulla parete sinistra della chiesa, ma già verso la metà del ‘600 fu inserito in una edicola marmorea posta all’ingresso della basilica sulla parete destra.

Si trattava di un complesso costituito da un altare barocco sovrastato dal busto dell’Addolorata e dal Crocefisso appoggiato ad un affresco con Vergine e San Giovanni Evangelista dipinti dal Viviani, noto come il Sordo di Urbino.

L’altare fu smantellato nell’Ottocento e le due opere d’arte furono trasferite e rimontate nella stessa posizione nel 1899 a cura del Cardinal Cassetta